Pillole – Il numero sette a Roma

Considerato numero sacro e simbolico in molte civiltà antiche, perché presente in molti fenomeni della natura e per le sue proprietà aritmetiche, è il numero mitico di Roma.

Sette sono i colli, su cui è sorta Roma: Palatino, Aventino, Capitolino, Celio, Esquilino, Viminale, Quirinale.

Sette i suoi re: Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. Sette le coorti dei vigiles che avevano il compito di spegnere gli incendi.

Sette erano i Colossi che si ergevano a Roma, così alti che Plinio afferma potessero toccare il cielo: Giove in Campo Marzio, Apollo insieme a due imponenti Giove sul Campidoglio, Nerone presso il Colosseo, Apollo nella Biblioteca di Augusto e Domiziano nel Foro Romano.

Il numero sette era presente anche nella giurisprudenza poichè sette dovevano essere i testimoni presenti per dare validità ad un testamento o per attestare la sterilità di una sposa.

E sette erano i “Pignora Imperii” cioè gli oggetti sacri da cui dipendevano, secondo la tradizione, le sorti di Roma: l’Ago di Cibele, la Quadriga dei Veienti, le Ceneri di Oreste, lo Scettro di Priamo, il Velo d’Ilione, il Palladio e gli Ancili. Una sorta di talismani la cui funzione era quella di garantire la continuità, il potere, nonché l’invincibilità di Roma.

Come diceva Servio, le sorti della città dipendevano da sette cose fatali:
“SEPTEM FUERUNT PARIA QUAE IMPERIUM ROMANUM TENERENT”.

Da Il Sampietrino

Per gentile concessione di Silvia Rana

Storia di Roma antica, del Mediterraneo antico e del vicino Oriente antico - il numero 7 a Roma

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