Scoperta una testa di Cesare in marmo durante gli scavi.

E’ quanto accaduto nel corso di scavi archeologici a Castrocielo dove è stata fatta una scoperta ritenuta eccezionale, una testa in marmo di Giulio Cesare.

Eccezionale ritrovamento archeologico da parte di un gruppo di archeologi dell’Università del Salento a Castrocielo (Frosinone); durante gli scavi dell’antica città di Aquinum, sito strategico di età romana posto fra la Capitale e il sud lungo la via Latina, sono state rinvenute tre teste marmoree di epoca romana delle quali una in particolare è stata riconosciuta come il ritratto di Giulio Cesare.

Le altre due teste appartenenti ad altrettante statue sono una, ricciola e barbuta, probabilmente raffigurante Ercole e l’altra, velata, di una donna ancora da identificare.

E’ un ritrovamento inusuale: tra predoni, terremoti, eventi del passato e zone sommerse è difficile riuscire a recuperare reperti di questo tipo e siamo molto felici per esserci riusciti” queste le parole di Giuseppe Ceraudo, dell’Università del Salento direttore degli scavi, per raccontare la fortuita e fortunata scoperta che, ancora oggi, continua ad attribuire fascino e gusto dell’imprevisto all’archeologia in generale e a quella di casa nostra in specifico.

Appartenenti, con grande probabilità, a un periodo tra l’età Augustea e il periodo Giulio Claudio, le tre teste appaiono ben conservate e saranno visibili al pubblico, in anteprima assoluta, all’interno dell’Area Archeologica di Aquinum il 29 e il 30 settembre.

Non manca, in seguito al ritrovamento dei preziosi reperti, l’appello del sindaco di Castrocielo il quale afferma la necessità di fondi per la prosecuzione dei progetti di scavo sinora condotti per iniziativa di privati e all’apporto del comune.

L’importanza di Aquinum risale al primo insediamento abitativo, attribuito ai Volsci e datato tra il V e il IV sec. a.C., successivamente, come altri centri del Lazio meridionale fu municipio romano fiorente anche in quanto situato sulla importante via Latina. Le fonti storiche iniziano a parlare di Aquinum già a partire dal 211 a.C. durante la marcia di Annibale proprio lungo la Via Latina, ciò contribuisce a confermare il ruolo strategico che ha acquisito la posizione della città nelle comunicazioni nord-sud.

Quando Aquinum era fiorente, abbracciava i territori attuali di Roccasecca, Colle San Magno, Castrocielo, Piedimonte San Germano, Villa Santa Lucia, Pontecorvo e parte di Esperia, oltreché la moderna Aquino; tuttavia oggi è il territorio di Castrocielo ad avere il privilegio di custodire e conservare i principali resti della Colonia Romana.

Numerose le fonti letterarie che citano la città di Aquinum anche per la sua peculiarità di essere divisa in due dalla via Latina che l’attraversava; uomini famosi come Cicerone, Antonio, Marco Terenzio Varrone passarono per quell’Aquinum che Giovenale preferiva per ritirarsi nelle fresche campagne della colonia e sfuggire così alla calura delle estati romane. Di Aquinum ne parlano anche Tacito, Orazio, Strabone, Livio; l’area di Aquinum era superiore a 100 ettari e abbracciava gli attuali territori di Roccasecca, Colle San Magno, Castrocielo, Piedimonte San Germano, Villa Santa Lucia, Pontecorvo e parte di Esperia, oltre alla moderna Aquino; ma quella che oggi gli archeologi dell’Università del Salento stanno analizzando e scavando, grazie all’apporto del Comune e di privati, è di appena 8 ettari.

La loro speranza è, tuttavia, quella di poter ottenere nuovi ed entusiasmanti risultati dalla loro ricerca, spesso agevolata dall’utilizzo di droni, ivi compreso il ritrovamento anche delle statue cui appartengono le teste appena rinvenute.

In ogni caso vale la pena visitare gli scavi archeologici di Castrocielo i cui resti esercitano un fascino notevole anche per i non addetti ai lavori; sarebbe bene approfittarne finché la stagione autunnale lo permetterà.

Cesare

Storia di Roma antica, del...
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